Partorire dopo un cesareo

Verena Schmid

Partorire dopo un cesareo

Terra Nuova Edizioni, pagg. 212, Euro 16,50




  IL LIBRO - Dare alla luce un figlio con parto naturale dopo aver già subito in precedenza un cesareo è possibile? Questo libro risponde a questa difficile domanda.
In Italia avvengono più parti cesarei che nel resto d'Europa. Partorire naturalmente dopo un cesareo è quindi un tema attualissimo, ma spesso questa possibilità è gravata da paure e pregiudizi, oppure non viene neppure presa in considerazione.
Al contrario, questo libro sostiene che una donna precesarizzata sana e motivata, se assistita in modo fisiologico, ha più possibilità di partorire normalmente rispetto a una primipara.
A partire dalla propria esperienza e da numerosi studi scientifici le autrici -ostetriche, medici, avvocate e filosofe - smontano i luoghi comuni e offrono molteplici strumenti per conoscere e per contrattare i propri diritti, e per decidere come scegliere una nascita ben assistita e ben vissuta.
Un volume rivolto alle ostetriche, ai medici e alle future mamme e papà che vogliono informarsi; perché un parto vissuto con le proprie forze può assumere per la donna un valore di riscatto e di guarigione dal trauma precedente.

  UN BRANO - "Tuttavia, possono sorgere domande su come questo tipo di paradigma possa essere attuato in un sistema sanitario estremamente sotto pressione e sovraccarico, dove protocolli e procedure sono i punti cardine dell'efficienza, dove l'attenzione alle ripercussioni medico legali è sempre più alta (Lipkin, 2013).
Per questo motivo, quando si discute dell'ipotesi del HBAC, è fondamentale tenere in

La scomparsa dell'ombelico

E. De Turckheim  

La scomparsa dell'ombelico

Edizioni Clichy, pagg. 224, Euro 15,00

  IL LIBRO - «Da 255 giorni ormai, tu cresci e io ingrasso. Ti porto dentro di me. All’inizio non eri pesante, non abbastanza. Era difficile capire come vestire il tuo corpo da granello di sabbia. Se nasci oggi, non ti mancheranno tessuti morbidi con cui ricoprire la tua pelle appena uscita dall’acqua, pesciolino mio, bambino mio. Mi domando se hai capelli. Tuo fratello non ne aveva, o al massimo molto chiari e fini che si notavano solo carezzandogli la testa. Dentro di me puoi restare ancora un po’. Ho appeso dei fiori. Sono al sole, nel nostro nuovo giardino tascabile. Ci sdraieremo sul lettino. Tu prenderai il mio seno nella tua bocca. Ce ne staremo lì, ad ascoltare Parigi».

Appena scopre il risultato del suo test di gravidanza, Émilie inizia a scrivere il suo diario, a cui confida tutto con una sincerità sconvolgente, condividendo tutto con i propri lettori, gli aneddoti quotidiani, le amicizie, gli amori presenti e passati, il rapporto con il figlio già nato e che in quel momento ha soltanto due anni… e soprattutto l’emozione del suo incontro con la piccola susina che ogni giorno cresce in quella pancia che ogni giorno diventa più rotonda, fino a far scomparire l’ombelico. Émilie ha mille vite, è scrittrice, modella, mamma, ama il sesso, i viaggi, i cactus e i dolci alle mandorle. Si ride, si piange, si segue il suo percorso entrando in un romanzo che racconta senza tabù né finzioni una vita e un universo intimo che si trasformano in esperienza universale. Vincitore del Prix Roger Nimier 2015.

UN BRANO - Credo sia un killer
  
  29 settembre
Apro gli occhi: niente. Ecco dal letto, faccio tre passi e ancora niente. Tento il diavolo, mi

Mamma sto male

S. Mezzera, S. Segantini e V. Selva
Mamma sto male
Terra Nuova Edizioni, pagg. 192, Euro 14,50


  IL LIBRO - Una tosse che non fa dormire, un raffreddore che non passa, una contusione che provoca dolore, i pidocchi che ritornano... Sono tante le occasioni in cui vorremmo avere un medico in famiglia, per affrontare le piccole emergenze che riguardano i nostri figli.

Nel libro 36 schede, in ordine alfabetico, suggeriscono come far fronte ai disturbi più comuni dei bambini con i rimedi omeopatici e fitoterapici e con l’alimentazione naturale, senza trascurare consigli sulla prevenzione.



Una guida pratica di primo soccorso pensata per tutti i genitori, anche per insegnar loro ad ascoltare i figli e per rassicurarli nei momenti più difficili, in attesa del medico.


  UN BRANO – "Si tratta di un’infiammazione della della parte dell'occhio che ricopre la superficie interna della palpebra e il bulbo oculare.
La congiuntivite in forma acuta si manifesta con sintomi come rossore, gonfiore palpebrale, lacrimazione abbondante, prurito, dolore, sensazione di corpo estraneo, vasodilatazione

Un nido per due gemelli

S. Coluccelli e A. Boni

Un nido per due gemelli
Terra Nuova Edizioni, pagg. 220, Euro 13,50


  IL LIBRO - Siete genitori, nonni, zii, amici di gemelli? Questo libro è dedicato a voi, per raccontarvi le emozioni, le scelte e le sfide di genitori che hanno vissuto in prima persona l’esperienza di mettere al mondo e crescere due o più gemelli.

  Le voci delle due autrici si intrecciano con quelle di ostetriche, ginecologhe, pediatri, educatrici per affrontare questioni importanti come la gravidanza e il parto (cesareo per forza?), il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, l’allattamento e il sonno condiviso, il rapporto con altri fratelli e sorelle, i primi passi nei nidi d’infanzia.

Naturalità, ascolto e prossimità sono le tre parole chiave del libro, per vivere una genitorialità consapevole e attenta al benessere non solo individuale ma anche del pianeta che ci ospita.


   UN BRANO - "Lasciatemi attraversare: il parto gemellare naturale 


  Sonia. "Sai che in reparto tutti raccontano ancora oggi del tuo parto?" . Mi strappa un sorriso questa collega conosciuta da poco che, quando parliamo del nostro piccolo ospedale di provincia, mi rivela come, dopo quasi due anni, la nascita dei miei bambini sia rimasta nella memoria di quel corridoio e nei cuori delle persone che si sono trovate per scelta o per forza a essere partecipe.
  Avevo voluto un parto naturale, con tutta me stessa.
  Quei due bambini mi avevano scelto, lo sapevo, la la mia gravidanza era stata segnata da

Risvegliare il cuore bambino

C. Hannaford
Risvegliare il cuore bambino
Terra Nuova Edizioni, pagg. 213, Euro 14,00



  IL LIBRO - Tema centrale del libro è il periodo più delicato della nostra vita: dal concepimento fino ai primissimi anni. L'autrice, esperta consulente in educazione di bambini con problemi di apprendimento, spiega come proteggere il nascituro dai traumi precoci, dalle fonti esterne di inquinamento e dallo stress materno; come accudire il neonato stimolandone l'udito e il linguaggio attraverso la musica, e come farne sbocciare a tutto tondo il carattere con il contatto fisico, la creatività e l'allegria. Partendo dal presupposto che siamo in comunicazione continua gli uni con gli altri, attraverso il cuore e non solo la mente, Carla Hannaford suggerisce al lettore un percorso per ritrovare sicurezza, senso di appartenenza e armonia. Un lavoro, dunque, in favore di una naturale e positiva crescita del bambino e del futuro adulto mediante una costante condivisione con i genitori, la riscoperta del gioco insieme, la sintonia con la natura, e un invito a ritrovare noi stessi imparando dai piccoli, veri e propri "maestri Zen del gioco".
  UN BRANO – "Il cuore come maestro
  Nella medicina tradizionale cinese cuore e mente sono visti come un tutt'uno. Nella pratica Yoga il cuore è il centro dell'anima e da sempre simboleggia l'amore e le emozioni. Fino a poco tempo fa, la scienza occidentale considerava il cuore semplicemente come una pompa complessa e possibile bersaglio delle malattie.I ricercatori ora sostengono che "il cuore è un organo sensorio estremamente complesso e con un'organizzazione propria, con un suo proprio "piccolo cervello" che comunica con il nostro cervello e lo influenza tramite il

Il verde dei parchi aiuta a combattere l’asma

La conferma dagli pneumologi europei riunitisi a Milano per il congresso della Società Europea di Medicina Respiratoria

 
 Non è la panacea per tutti i mali. Ma un valido aiuto per 
genitori e bambini asmatici sì. Per gestire i sintomi della malattia respiratoria, passare più tempo all’aria aperta fuori dai centri cittadini è quello che serve. Questo almeno è quanto affermato dagli pneumologi europei, riunitisi a Milano per il congresso della Società Europea di Medicina Respiratoria. Quello che sembrava essere un consiglio frutto dell’intuito dello specialista, diviene dunque oggi un messaggio confortato dai dati. Il verde dei parchi è un «alleato» alla lotta all’asma. 

  SINTOMI DELL’ASMA MENO ACCENTUATI PER CHI FREQUENTA I PARCHI  
A mettere l’affermazione nero su bianco è stato un gruppo di ricercatori statunitensi delle facoltà di medicina della Johns Hopkins University e dell’Università del Maryland. L’analisi è stata condotta comparando la frequenza dei sintomi (fiato corto, dolore toracico, respiro sibilante) manifestati nell’arco di due settimane da un gruppo di bambini asmatici residenti in città con quelli rilevati in un gruppo di coetanei abituati a frequentare con maggior frequenza un parco pubblico. Il risultato è stato chiaro: respirare aria pulita è l’arma più efficace per prevenire le malattie respiratorie, ma pure per gestirne i sintomi.  

  Oltre che per una questione di salubrità dell’aria, il miglioramento dei sintomi sarebbe dovuto anche all’effetto benefico che l’attività fisica avrebbe nei confronti dell’asma. Un’evidenza emersa già da diversi studi che potrebbe aver avuto il suo peso anche in questo caso.  

  «Un tempo con una diagnosi di questo tipo si sconsigliava l’attività sportiva nei bambini per evitare l’asma da sforzo, mentre ora la prospettiva è cambiata: abbiamo capito che il regolare esercizio fisico protegge dal peggioramento della malattia e dalla probabilità di diventare obesi», afferma Giorgio Piacentini, ordinario di pediatria all’Università di Verona e presidente della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (Simri).  

  L’indagine ha riguardato 196 bambini di età compresa tra 3 e 12 anni ed è stata condotta a Baltimora: una città che presenta livelli di inquinamento paragonabili a quelli di New York, ma inferiori ai rilevamenti effettuati periodicamente a Londra e a Milano. 

  DALLA PROGETTAZIONE DELLE CITTA’ UN CONTRIBUTO ALLA SALUTE  
  La valutazione quantitativa dei risultati ha permesso di evidenziare anche una correlazione tra la distanza dalla casa di un bambino asmatico e il parco e l’entità dei sintomi. Ogni trecento metri in più, i piccoli asmatici sperimenterebbero un giorno di malessere in più nell’arco di un anno. L’effetto è risultato essere più evidenti nei bambini con più di sei anni di età: in questo caso basta allontanarsi di 152 metri da un parco per vedere crescere le probabilità di rimanere condizionati per un giorno in più dai fastidiosi sintomi dell’asma.  

  Un dato, quest’ultimo, di non semplice interpretazione: a ridurre i benefici potrebbe essere la maggiore autonomia dei bambini più grandi, in grado di decidere di recarsi anche altrove. Ma che comunque non intacca il peso dell’evidenza raccolta: «Si tratta di risultati che supportano l’importanza dei parchi per la salute dei cittadini e che suggeriscono come una corretta politica edilizia possa avere un forte impatto sulla salute infantile», hanno affermato i ricercatori. 

«Mangiare plastica»

 Sotto accusa il bisfenolo


  Una dieta a base di plastica? Studi recenti hanno dimostrato che i materiali di cui sono fatti alcuni  dei contenitori di cibi e bevande che utilizziamo quotidianamente contengono sostanze chimiche che possono interferire con il sistema ormonale e causare danni alla salute. 


  Bottiglie, recipienti termoresistenti per il microoonde e persino biberon considerati finora sicuri e a norma sono stati sottoposti dalle autorità americane a controlli più rigorosi: ingerire alimenti contaminati dalle plastiche dei contenitori, infatti, può comportare rischi pari a quelli derivati dall’esposizione al DDT.


  Oggetto di particolare interesse è stato il bisfenolo A (BPa), sostanza chimica utilizzata a partire dagli anni ’50 per produrre policarbonato, una plastica usata per biberon, stoviglie, lattine, protesi dentarie: il fatto che il suo consumo interferisca con il sistema endocrino sia negli animali che negli essere umani è un dato su cui gli studiosi convergono. Inoltre, recentemente, sono stati fatti ulteriori test sui topi in gravidanza: l`esposizione BPa conduceva ad una percentuale molto alta di figli di sesso maschile, che peraltro, una volta adulti, presentavano diverse anomalie ormonali.


 essun allarme per i consumatori europei ed italiani in particolare. La vigilanza assicurata dall`Autorità per la sicurezza alimentare si basa su parametri e indicatori rigorosi. I dati in possesso dell`Agenzia dimostrano che l’esposizione della popolazione europea al bisfenolo A, anche nei neonati allattati esclusivamente con biberon in plastica, è notevolmente inferiore alla soglia giornaliera tollerabile.

Il latte della mamma ha (anche) proprietà antibatteriche

 Tra i numerosi benefici del latte materno, c’è anche la capacità di proteggere i bambini dalle infezioni batteriche. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista ACS Infectious Diseases dai ricercatori della Vanderbilt University di Nashville (Usa), secondo cui l’azione antibatterica sarebbe svolta non solo dalle proteine presenti nell’alimento, ma anche dagli zuccheri.


 “Questo è il primo esempio dell’attività generalizzata e antimicrobica svolta dai carboidrati presenti nel latte umano - afferma Steven D. Townsend, che ha coordinato lo studio -. Una delle straordinarie proprietà di questi composti è che, a differenza di molti antibiotici, non sono tossici”.
  Gli autori spiegano che il latte materno è una miscela complessa e variabile, costituita da proteine, grassi e carboidrati. In passato, gli scienziati hanno focalizzato la ricerca sulle proprietà antibatteriche delle proteine, trascurando il ruolo svolto dagli zuccheri. Gli esperti di Nashville, invece, hanno scoperto che questi composti, definiti anche oligosaccaridi, non solo costituiscono agenti antibatterici, ma aiuterebbero anche a migliorare l'efficacia antibatterica delle proteine. “Per la maggior parte del secolo scorso, i biochimici hanno sostenuto l’idea che le proteine fossero più importanti degli zuccheri – osserva l’esperto -. La maggior parte delle persone si è convinta della veridicità di quest’argomentazione, anche se non esistono dati che la sostengano. La funzione degli zuccheri è molto meno nota”.